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Strapuntino (ah ah ah!) libro

 
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user261

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Since: Oct 24, 2004
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(Msg. 1) Posted: Sun Oct 24, 2004 11:20 am
Post subject: Strapuntino (ah ah ah!) libro
Archived from groups: alt>books>bukowski (more info?)

On the Situated alt is' impossible send - whole book, is' possible read
moles news groups.
Sui siti alt è impossibile inviare l'intero libro, ch'è possibile leggere
integralmente nei news groups - can.arts.sf - chile.cine -
chinese.talk.politics - de.soc.handicap - es.soc.cultura.teatro -
fr.rec.arts.theatre - fr.rec.bibliophilie - japan.lang.latina -
pl.rec.film - sdnet.theatre. Grazie.

Strapuntino (ah ah ah!)
Di Patrizio Marozzi

premessa

Questo libro iniziato mercoledì 24 marzo 2004 alle ore 16.20 si conclude
oggi 30 ottobre 2004 con l'invio per la sua lettura completa in tutti i news
groups su cui ho scritto per la sua realizzazione, in esso vi sono aggiunte
tre mail inedite. Per la sua versione integrale, integra faccio riferimento
a quella direttamente inviata da me, o incisa su cd rom, nella sua forma
originale inalterabile e quella da me stampata su carta.
news groups:
it.cultura,
it.cultura.libri,it.discussioni.giustizia,it.economia,it.istruzioni.scuola,i
t.arti.varie,it.arti.scrivere,it.arti.cinema,it.annunci.varie,fr.rec.bibliop
hilie,fr.rec.arts.theatre,es.soc.cultura.teatro,de.soc.handicap,Chinese.talk
..politics,it.media.tv,chile.cine,can.arts.sf,alt.politics,alt.peace,alt.movi
es.david-lynch,alt.mexico,it.discussioni.pena-di-morte
alt.jornalism,alt.jornalism.criticism,alt.books.bukowski,alt.books.Dylan-tho
mas,it.notizie,it.politica,it.spettacolo,japan.lang.latina,pl.rec.film,rec.a
rts.ascii,sdnet.theatre,uk.announce.events,uk.culture.arts.theatre,uk.educat
ion.schools.it,uk.finance,uk.politics,uk.politics.economics,uk.politics.elec
toral,alt.business,alt.cult-movies,alt.culture,alt.culture.African.America.a
rts,alt.fan.noam-chomsky,alt.fan.patty-smith,alt.Japanese

Chiunque ritenesse di intervenire sappia che io non risponderò a nessuno
argomento che riguarda quanto qui io ho scritto.

Caro Papa, e Mondadori

Faccio un breve cenno, scritto, al fatto che il Papa ha deciso di pubblicare
il suo ultimo libro per la mondatori. Che io abbia l'opinione che le case
editrici italiane siano piene di ignoranti, tutti ben qualificati, credo non
interessi. Ma che il Papa abbia ceduto al qualunquismo del consenso
culturale con il quale viene gestita l'editoria Italiana e la cultura tutta
che è per lo più elusivamente ed esclusivamente delegate appunto al fine del
"consenso". Mi fa ancor di più ritenere che la "qualità artistica" è viepiù
in ambito altro rispetto all'appagamento con cui il consenso è costruito. E
mi chiedo Caro Papa, dopo avere letto e visto come lei ha voluto
confrontarsi con Michelangelo, cosa ardua per moltissimi, [Non chiederlo ai
contemporanei, ma chiedi a Michelangelo,
(o forse anche ai presenti!?).
Chiedi alla Sistina.
Così tanto raccontano queste mura!]
Tanta chiarezza contemporanea merita la classicità. E allora che senso ha in
un'epoca referenziale al consenso, come questa, che il Papa finisca con una
sua opera nelle maglie dell'azienda pubblicitaria di Berlusconi. Ma lo sa
che io neanche "mi pagassero" ci pubblicherei, e semplicemente per il fatto
ch' è il modo più elementare per separare l'Arte dalle tecniche del
consenso, che vogliono omologare; di questi tempi è quasi impossibile
pubblicare in Italia. (chi sa leggere in Italia.?) E allora per la
distribuzione non credo abbia problemi, o crede anche lei con me che ci
siano troppo "capre" in chiesa la domenica, non credo. E allora ripeto, che
l'artista, specialmente nella condizione del Papa, che non ha certo bisogno
di fare degli spot pubblicitari per divulgare una sua opera, non cada nell'
illusione che chi pensa non sappia dove trovarlo, e si dimostri creatore in
quanto artista, rompa la logica del consenso bieco e frivolo, lei che può,
magari si faccia stampare il libro da una tipografia sconosciuta, e lo
distribuisca senza magari nessuna casa editrice impressa sulla copertina.
"Sappia che io non la leggerò in mondadori, perché "la libertà" sceglie."


Liberta per l'individuo. Irak, subito libero, responsabile e pacificato.

È da chiedersi dove conduce l'imbecillità emotiva, a cui tutti vogliono
concorrere per essere i più bravi. In fondo è una delle cose più libere e
spontanee del nostro pianeta. Dire spontanee in effetti, è un imbecillità
quanto l'imbecillità emotiva. In effetti è un gioco senza fine del io
stimolo e tu mi rispondi, così io mi sento stimolato e ti ristimolo. Durante
i periodi più "neri in cui le orde facevano "uno sorta di stimolo su chi è
che si ammazza di più, l'uno con l'altro, sono stati interpretati come un
ottundimento dei sensi, che in effetti è più un ottundimento della coscienza
e del pensiero. La qual cosa poco originale che accade a forza di reagire
alle emozioni più banali e superficiali, è una gara con se stessi che fa
dello stimolo emotivo l'unica cosa su cui stabilire la propria emotività,
una sorta di imbecillità emotiva studiata contro se stessi in ragione dell'
imbecillità emotiva con cui si è stati stimolati. Tanto che ad un certo
punto non c'è verso, di riuscire a capire e ragionare se non in conseguenza
dell'appagamento stimolatorio. Il grado più realistico dell'imbecillità
emotiva si raggiunge con l'uso delle armi, in ragione dello stimolo che
dalle armi stesse o per mezzo di esse si riceve. Ora trasversalmente sembra
che l'imbecillità emotiva stia propagando ovunque sul pianeta e l'unica cosa
che resta da fare per costoro, è fare a gara per vedere chi è più imbecille
in tutti sensi, tanto da non capire che si è di danno non solo per se
stessi, ma anche deleteri per il pensiero in generale in una sorta di
ricerca di potere a chi fa provare lo stimolo più forte, che però
stranamente è legato alla follia del generare il trauma, in base a questa
assurda percezione del mondo, si pensa si producano dei pensieri. In effetti
è proprio qui l'assurdo dell'imbecillità emotiva, che l'evento traumatico è
l'unica percezione dell'esistenza concreta del pensiero, che si rappresenta
in quel che si prova. Sarà per le tecniche di manipolazione della coscienza
del liberismo psico economico, ma di certo non è nell'effetto che produce lo
stimolo emotivizzato, l'unica rappresentazione della realtà del pensiero, e
in maggior ragione la sua efficacia sulla coscienza, e dignità della realtà,
e qualità dell'espressione dell'intelligenza della persona. Ora non è una
scoperta che quelle persone che ancora riescono a produrre una propria
realtà psico emotiva, di coscienza intelligente, si trovino a realizzare la
possibilità di relazione, in un ambito dove c'è una competizione su chi
strumentalizza chi, per essere emotivamente mobbizatori appagati quanto
mobbizzati. Ma quel che mi fa fingere di stupirmi, - alla mia mente
intelligente - è il fatto che per qualsivoglia pressione di imbecillità
emotiva, l'unica risposta ad essa è cercare di strumentalizzare gli altri
per la loro imbecillità emotiva, perdendo il confronto con se stessi, e di
quanto ci si sia strumentalizzati, da essere diventati degli imbecilli
emotivi che usano le tecniche dell'imbecillità emotiva. Pari pari a quelle a
cui si oppongono. Finendo per chiudersi in qualcosa che svilisce la dignità
umana, sotto una percezione emotiva traumatica che ottunde i sensi e la
coscienza per essere stimolati a ciò che da potere, e da cui è rischio non
si riesca ad elevarsi ed affrancasi per tornare a pensare liberamente,
quanto concretamente nelle possibilità creatrici della coscienza, che si
affranca dalla morte per la vita e per avere il massimo da essa. I valori
universali che sono patrimonio e realtà di ogni essere umano in qual si
voglia parte del mondo si trovi, fanno sì che la libertà sia una ricerca
comune di qualità che va dal singolo individuo, per estendersi alla sua
molteplice partecipazione; il processo inverso va quasi sempre per gradi di
affermazione, per effetto del consenso, tramite, appunto i gradi di
imbecillità emotiva. Ora il gioco del tutto è superficiale per quanto non
possa sembrare dalla diversità dei patimenti che i singoli individui possono
patire, è in effetti qualcosa di trasversale. Se in effetti i problemi dei
ricchi sono qualcosa di difficilmente superabile in noia, il modo di
affrontare i problemi degli altri non è detto che sia sovente intelligente,
ma l'espressione della dignità della propria libertà e coscienza in essere
qualifica il grado di intelligenza, al di là dell'immediatezza dell'
imbecillità emotiva. Ora facendo un abuso sull'individuo che in effetti
governa il potere spesso per mezzo della sua ricchezza, non è difficile per
nessuno riscontrarvi un sorta di imbecillità emotiva, che nel suo profondo
stato di immaturità non può far altro che compensare per mezzo di altro
potere denaro e consenso. E questa è una verità che si esprime in tutto l'
arco in cui le persone si strutturano in questo modo, se perdessero ciò
sarebbero svuotate, è difficile che riescano a scegliere o essere veramente
libere, ma onestamente è pieno di emuli emotivi, che non fanno che cercare
ciò, più che la loro persona e la libertà di esistere. Al di là di ogni
grado del potere, o per esso degrado. Quando l'essere umano sia lontano dall
'affrancarsi dal non saper scegliere se essere Caino o Abele, conseguenza
del proprio stato emotivo o artefice, in ragione solo di se stesso che non
conosce tutto della propria coscienza, è incerto. E allora per quelle
persone che cercano la propria dignità anche nell'espressione dell'altro, c'
è da faticare in tutto il mondo, con tutti questi che vogliono per se stessi
e per gli altri il potere dell'imbecillità emotiva, per tutti gli immaturi
che nel loro ottundimento confondono nella paura la vita e la morte, la
gioia e l'emozioni, la coscienza e l'intelligenza, il peccato con il
perdono, il non uccidere con l'uccidere. Concludo questa mia che se non si è
capito è anche riflessione del non uso dell'informazione e cultura che si fa
anche in tv. Con un richiamo, ad un Irak di tutti gli irakeni, unito, oltre
che libero di esprimere la sua dignità, nella qualità della vita, senza la
violenza, e nella dignità del non uccidere. E su tale argomento è l'ultima
volta che mi leggerete in questo forum, al di là delle non citate demenze
della tv. Libertà per ogni individuo di buona volontà e che possa
condividere tale essere, nella cultura così espressa.


Concorso "contenuto" 2004

Concorso "contenuto"
di
Patrizio Marozzi

Concorso per opere di "Video Arte - sperimentazione cinematografica"
Non a scopo di lucro e senza pubblicità, di alcun genere.
L'opera/e scelta dall'autore è da inviarsi per mezzo raccomandata all'
indirizzo:

Patrizio Marozzi
Via IV Novembre, 19
63037 Porto D'Ascoli A.P. (Italia)

entro il 30 ottobre in formato nastro VHS o DVD. (non restituibili)
Il risultato delle opere più apprezzate - in ipotesi di tre - sarà
comunicato agli interessati, quanto prima, in forma scritta, che nell'
opinione sulla loro opera saranno esplicitamente riconosciuti come vincitori
di un euro simbolico.

e-Mail Concorso.contenuto.DeleteThis@tele2.it o patrizio.marozzi.DeleteThis@tele2.it


Pièce colpo di teatro 29/06/04 ?(anche in Cervantes)?

.. a tutti gli stupidi che hanno dato vanto a se stessi della stupidita di
chi non lo è, se ancor più stupidi ora accusano chi non lo è di non esserlo
stato, e di non esserlo per confermar ciò che essi credevano di se stessi. A
costoro e a coloro che sono andati nei fatti degli altri, né volessero dei
loro fatti, e gli altri ne sapessero. A tutti i veri autistici che
comunicano nel mondo virtuale senza identità vera, né falsa. A tutti gli
intelligenti che se la prendono con se stessi per non aver capito, al
contrario degli stupidi.
A tutti i falsi i bugiardi, i fedifraghi, a tutti quelli che sono in ragione
di non minimo di due e che non sono mai stati uno. A tutte le associazioni,
consociazioni, che si distinguono per il grado di sopruso associativo che
esprimono sulla libertà del singolo, a tutte queste Chat "in certa identità"
.. A tutti gli "studenti" che non sanno cosa significa capire, e alla loro
stupidità, che non rinunciano a farsi premiare in un modo o nell'altro, per
un giorno o per tutta la vita. A tutti quelli che dicono di sapere qualcosa
senza volere sapere che quel che sanno lo sanno perché ripetono se stessi a
nome di qualcun altro, pretendendo di sapere quello che non hanno mai fatto
e che non sanno dire, per dire quel che gli altri fanno, proprio mentre gli
altri lo fanno, e loro dicono come farlo senza farlo, senza soluzione. A
tutti gli impossibili che vivono di mobbing e appagamento, che non sanno
rinunciare a muoversi senza pensare e a pensare senza capire perché si
muovono. A tutta questa falsa immagine, falso teatro dell'associazione per
la dimostrazione della "stupidità di esistere, di essere più di uno e per
questo contare di più, più arte".
Annuncio che in un frammento di tempo di un giorno di Maggio c'è stato l'
evento dell'esposizione di una fotografia dell'investimento di un topo, con
la soprascritta Because. La scena teatrale si è svolta sulla porta in via IV
Novembre 21, 63037 Porto D'Ascoli A.P. Italia senza preavviso. Si sono avute
nel mese di Giugno alcune pièce all'interno dietro tale porta, anch'esse in
un tempo non programmato, della giornata. Chiunque ha preso parte alla pièce
avuta all'esterno, ne ha preso visione casualmente.
Pertanto per ovvia conseguenza dell'immagine la rappresentazione, non è
stata possibile per altri di chi la rappresentata e per chi casualmente la
recepita. "Dato la non programmabilità dell'evento", si ritiene impossibile
la partecipazione programmata alla pièce." Il vuoto di ogni forma
consociativa associativa di partecipazione, di ogni forma costruita con
denominazione di ambiente artistico, informativo, e derivato da ciò
culturale, non ha avuto il significato, il significato di rappresentarsi all
'interno del contenuto artistico, della pièce, per l'unicità dell'evento, e
della sua immagine. Che può essere percepita come può esserlo la
collocazione della propria coscienza - della pièce per cui non è stato
possibile partecipare -
Cordialmente
L'attore, autore, regista della pièce, Patrizio Marozzi


In linea di senso dell'essere "diciamo intellettuale", in Italia ci sono
stati Dante Alighieri, Leonardo Da Vinci, Giacomo Leopardi, E Pier Paolo
Pasolini. Ora sembra chiaro ed evidente che le Possibilità di studio, e
metodo usate che so, da Leopardi, siano alla portata di tutti - insomma
tutt'altro che proibitive - per gli italiani, anzi esse si sono di gran
lunga accresciute, con le possibilità, diciamo della modernità. Ora non è
detto che tutti, vogliano essere come Leopardi, ma chi volesse non ha gli
impedimenti sociali che vi erano all'epoca in cui è vissuto Leopardi. Ora,
qui nasce il problema tutti vorrebbero essere come Leopardi, ma come spesso
accade in un ambiente diviso per classi, è più facile dire quel che viene
detto da tutti su leopardi, che cercare di fare un percorso contemporaneo,
che per lo meno sia comparativo nell'indipendenza dell'intelletto, con
quello Leopardiano. E' evidente che via via che l'Italia si è trasformata, è
diventata sempre più certa la possibilità, di avere un'opinione collocabile,
che una realtà della propria opinione. Ora è facile stabilire che ciò
avviene per mezzo dei processi che costituiscono la forma mentis, che negli
ultimi anni hanno fatto meccanismo come evento dell'informazione, e della
manipolazione delle tecniche della percezione, per l'appagamento e identità
sulla costruzione dell'opinione più conveniente, per il proprio riferimento
di classe. Ora, ciò ha determinato sul piano mondiale lo stabilirsi delle
classi come cultura stessa del profitto e delle sue possibilità.
Virtualizzando in toto le possibilità di libertà di consapevolezza
volontaria, delle possibilità del metodo di studio Leopardiano. La
virtualità maggiore è quella di stabilire un riferimento di classe non sulla
conoscenza, ma sulla presunzione di una collocazione" che stabilisce lo
spostarsi dell'opinione conveniente al di là delle possibilità delle
capacità, individuali, e della propria opinione - al consolidamento, di essa
e della realtà - ma su una diversità per mezzo dello stabilirsi del potere,
come possibilità di quel ch'è possibile conoscere, indipendentemente dalla
realtà delle possibilità del conoscere, ma solo come attributo,
aggettivizzazione, sostantivo del potere conveniente. Sembra che ciò non
abbia a che fare con la tassa sulla casa. In realtà in base a questo
giochino poche persone stabiliscono un gioco conseguenziale per stabilire la
collocabilità dell'opinioni, l'interpretazione della convenienza e il gioco
delle classi: insomma una "virtuale" monarchia economica, che sembra
attendere un dio, o l'immaterialità del suo stesso esistere. Ora nel gran
caos dell'individuo contemporaneo ch'è sempre più lontano dalle possibilità
reali del metodo leopardiano, a favore del potere per il metodo, per cui
ogni opinione e
coscienza umana trova simpatia anche quando dice di ignorarlo. si è generata
una cosa assurda della virtualità per il controllo, denominata liberismo,
che non ha niente a che fare con il sentimento leopardiano, con il non
volere essere tanto quanto lui, né con la libertà, né tanto meno con la
"realtà della solidarietà". Ora esso ha come principio la costruzione della
proprietà privata portata alle estreme conseguenze della ricchezza, dando
un'illusione così forte all'individuo che per mezzo "delle ricchezza si può
essere superiori a Leopardi - superiori appunto associativamente senza avere
un'opinione propria per mezzo "delle capacità, che si è espressa
comparandosi con la disponibilità del suo metodo - rimanendo prigionieri
della virtualità della costruzioni delle classi, per diversificare la
propria opinione.
E Allora perché la ricchezza non può far essere come dio?. Insomma da questo
sistema in atto, che socialmente si accresce sul profitto, al di là della
realtà della solidarietà, sulla virtualità delle regole base della realtà, a
favore della virtualità del debito economico su base mondiale, e sulle
ipotesi coercitive per la riduzione virtuale del debito e in definitiva
delle possibilità reali, la deduzione è quella che la ricchezza e la
proprietà privata non hanno più nessun equilibrio, e quindi il senso della
collettività è del tutto aleatorio e può poggiare su qualsiasi opinione
anche sulla menzogna, intensa come vera, economicamente, e che l'unico
interesse per partecipare è quello economico come potere ed espansione
[tanto Dio non può essere più intelligente], le soluzioni che da esso
provengono anche in natura, possono non essere convenienti per il potere e
"gli appagamenti". E
allora per tornare più direttamente sull'argomento della tassa sulla "prima
casa", si dovrà attendere il processo di classe (che andrebbe superato.
Pasolini) che il debito sia così fuori controllo, che l'illusione che il
denaro può tutto stabilisce, rende legittima la libertà di possedere una
casa, perché il denaro dei più privati, dei privati, che neanche si
conoscono, addirittura, è l'unico metodo, l'unica possibilità economica, che
può spendere e determinare la classe dominante del feudo del mondo,
siffatto, anche in Italia; allora quando la ricchezza non potrà pagare
perché è L'unica che paga, la tassa sulla casa sarà giusto toglierla, perché
l'uguaglianza delle possibilità stabilirà ciò ch'è conveniente e
inevitabile, solo per questa determinazione si toglierà la tassa sulla prima
casa. O No!?
Ma!?

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(Msg. 2) Posted: Sun Oct 24, 2004 11:20 am
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"Patrizio Marozzi" <patrizio.marozzi.TakeThisOut@tele2.it> wrote in message news:<uLHed.8389$1p.7238@nntpserver.swip.net>...
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